IL GOVERNO RENZI, OVVERO: LA PAURA DI AVERE CORAGGIO…

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IL GOVERNO RENZI, OVVERO: LA PAURA DI AVERE CORAGGIO…

10001546_10200891670812879_5496734678622469124_nAl capezzale del grande ammalato – il nostro bel Paese – si susseguono in tanti: dalle grandi Istituzioni Europee ai massimi esperti di economia e finanza, fino alle ormai arcinote agenzie di rating la cui importanza, con il passare degli anni, è aumentata enormemente, al punto che i loro giudizi spesso contribuiscono a determinare i destini di intere nazioni.

E di questi tempi, il coro unanime che si leva sembra colorare di grigio, se non di nero, il futuro del nostro Paese.

Secondo l’OCSE, il nostro Paese rimane in fondo tra i Paesi del G20, precedendo la sola Russia, nella graduatoria della crescita del PIL, che è stimata in un misero +0,2% per il 2015.

Dal canto suo, la Commissione Europea ha… avvertito che il disavanzo dell’Italia rischia di raggiungere nuovamente la soglia del 3% del PIL, con conseguente procedura di infrazione per deficit eccessivo alle porte.

Il Fondo Monetario Internazionale boccia senza mezzi termini l’Italia sui temi dell’occupazione (con un tasso di disoccupazione nel 2014 del 12,6%) e del PIL (-0,2% nel 2014) al punto che Spagna e Grecia fanno meglio di noi.

Anche la Banca Centrale Europea stigmatizza l’alto tasso di disoccupazione italiano, parlando di un indebolimento della crescita e di tassi di avviamento al lavoro che registrano consistenti diminuzioni.

Infine, per citare una delle agenzie di rating più accreditate, Morgan Stanley, l’Italia resterà in recessione nel 2014 per il terzo anno di fila, e, in generale, le prospettive di crescita del nostro Paese appaiono deboli.

E’ un quadro desolante, e anche se le cifre spesso non concordano, le prospettive nel breve e medio termine per l’Italia appaiono assolutamente nefaste.

Crediamo che, alla luce di quanto sopra, si rendano necessarie scelte coraggiose da parte del Governo, volte ad incentivare l’occupazione giovanile, rilanciare i consumi e la produzione, investire nella ricerca e nella formazione professionale.

Viceversa, fino ad oggi abbiamo assistito a scelte miopi e codarde, fatte di nuove tasse, tagli insignificanti e quasi simbolici agli enormi sprechi della macchina pubblica, il cui motore (i lavoratori) vengono invece fortemente penalizzati dal blocco ormai pluriennale dei rinnovi contrattuali, da quello delle assunzioni e dal prolungamento dell’età lavorativa oltre ogni ragionevole limite.

Di contro, il Governo si è presentato con una misera regalia, gli ormai famosi 80 euro in busta paga, una sorta di elemosina chiaramente ispirata a raggranellare consensi immediati, lontana da qualsiasi politica basata su una pur minima programmazione che fosse appena lungimirante.

Insomma, in altre parole ed usando una nota metafora, si è trattato di regalare all’affamato il famoso pesce (di cui diceva Confucio) per sfamarlo un giorno, invece di fornirgli i mezzi e gli strumenti per imparare a pescare e sfamarsi quindi per tutta la vita.

Questi strumenti sono quelli che abbiamo indicato prima, lavoro in primis: questo Governo deve trovare il coraggio di rilanciare il Paese, anche a costo di scontrarci con l’Europa dei forti che ci sta imponendo tutto, dai Governi non eletti dal popolo, alla politica monetaria, alle scelte industriali e commerciali, quell’Europa delle banche e dell’alta finanza che piano piano ci sta strangolando, ci ha sottratto la sovranità nazionale e presto – se non saremo capaci di contrastarla – ci sbatterà fuori dalla sua casa.

Il Segretario Generale

Paola saraceni

347.0662930

 

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