DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA SOPPRESSIONE DELLE COMMISSIONI TRIBUTARIE PROVINCIALI E REGIONALI E PER L’ISTITUZIONE DI SEZIONI SPECIALIZZATE TRIBUTARIE PRESSO I TRIBUNALI ORDINARI

24 Mag 2016
1 Dipartimento Ministeri - PCM - Sicurezza
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Ancora una volta il Governo RENZI, com’è suo solito fare, non perda occasione di attuare una riforma, quella del contenzioso, senza ascoltare nessuno, senza alcun confronto, senza preoccuparsi di guardare il contenuto che sta dentro ad una riforma, cioè le persone che vi operano da anni e che hanno maturato una esperienza specifica in materia tributaria che sarebbe un vero spreco ed improduttivo disperderla. Infatti, dalla proposta di legge non è chiaro come verrebbe salvaguardato la professionalità acquisita.

La proposta di legge  ERMINI ed altri: “Delega al Governo per la soppressione delle commissioni tributarie provinciali e regionali e per l’istituzione di sezioni specializzate tributarie presso i tribunali ordinari”, presentata l’8 aprile 2016 alla Camera dei deputati (AC 3734)  e assegnata alla II Commissione Giustizia in sede Referente il 27 aprile 2016, con parere delle Commissioni: I Affari Costituzionali, V Bilancio, VI Finanze (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento) e XI Lavoro è stata presentata come legge delega, recante i seguenti criteri direttivi:

-soppressione delle attuali commissioni tributarie provinciali e regionali ed attribuzione dei relativi procedimenti a sezioni specializzate istituite presso ogni tribunale ordinario esistente nel comune capoluogo di provincia;

-attribuzione al CSM delle funzioni già spettanti al Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria;

-passaggio del personale amministrativo al Ministero della Giustizia;

-previsione dell’assunzione di 750 nuovi magistrati ordinari da effettuare in due concorsi da bandire nell’arco di 12 mesi per far fronte ai nuovi carichi di lavoro;

-attribuzione dei giudizi di primo grado a sezioni specializzate in composizione monocratica con previsione di un reclamo avverso la sentenza del giudice unico avanti sezioni specializzate dello stesso tribunale in composizione collegiale, le cui sentenze saranno ricorribili in cassazione per i motivi previsti dal Codice di Procedura Civile;

-conservazione dell’attuale rito tributario per il processo avanti le sezioni specializzate;

-conferma, per il patrocinio e l’assistenza tecnica, di tutti gli attuali difensori avanti il giudice monocratico e soltanto degli avvocati e commercialisti avanti il giudice collegiale. La difesa personale è prevista per le cause di valore non superiore ai 3.000,00 euro;

-previsione di un regime transitorio della durata di 2 anni durante il quale è previsto che le commissioni tributarie continuino ad operare per la definizione del contenzioso pendente, con modifiche del trattamento economico attraverso l’introduzione di misure premiali, anche eliminando il compenso fisso mensile, per agevolare detta definizione.

                                                            

La CISAL FPC del Friuli Venezia Giulia esprime forte perplessità in ordine al merito della proposta di legge e forte preoccupazione in ordine alle ricadute negative che la stessa potrebbe avere sulle sorti del personale, in particolare per il punto che riguarda il passaggio dei dipendenti  in servizio nelle Segreterie delle CC.TT. presso il Ministero della Giustizia.

I Tribunali sono uffici perennemente in affanno.

Tutti sanno degli arretrati paurosi in materia civile  e del disperato bisogno dei giudici  di “appoggiarsi” all’aiuto dei GOT ossia dei Giudici Onorari dei Tribunali ai quali è assegnato di tutto e di più.

Tutti sono a conoscenza dell’esercito di nuovi giudici ausiliari arruolati  per lo smaltimento dell’arretrato civile presso le Corti di Appello.

E’ facile anche immaginare come il venir meno della multidisciplinarità, tra conoscenza  giuridica e preparazione economica oggi assicurata dalla composizione mista delle commissioni tributarie, verrà pagato a caro prezzo dagli utenti della giustizia tributaria, se si pensa che i giudici ordinari, di fronte a questioni complesse specie di natura strettamente aziendalistica o doganale, faranno sistematicamente  ricorso  alla consulenza tecnica d’ufficio con enorme allungamento dei tempi,  laddove  i tempi del processo tributario sono  di gran lunga più celeri  e ciò ad indubbio vantaggio di tutte le parti (agenzie fiscali  e contribuente).

Le preoccupazioni  specifiche del personale amministrativo riguardano:

1) La perdita del trattamento economico/funzionale che scaturirebbe dal transito ‘forzato’ ad altra amministrazione;

2) La inevitabile quanto inaccettabile cancellazione dei dipendenti non più appartenenti al Ministero delle Finanze dal “Fondo di Previdenza del Personale del MEF” ;

3) Il compimento di procedure di progressioni economiche in atto delle quali non si immagina quale potrebbe essere l’esito;

4) L’incerto, piuttosto oscuro futuro di un congruo numero di personale ‘comandato’, in attesa di stabilizzazione, che da anni presta servizio presso le CC.TT. e che, sopperendo alla ormai cronica mancanza di personale, collabora fattivamente, insieme al personale di ruolo per il raggiungimento degli obiettivi degli uffici delle CC.TT.

Di fronte a questo quadro negativo, richiamato  l’art. 6 della legge abolitiva del contenzioso amministrativo (legge 20.3.1865 n. 2248 Allegato E), che ha stabilito il principio della divisione dei compiti  in materia tributaria  tra la giurisdizione e l’amministrazione giustiziale, prevedendo  che le questioni di diritto siano risolte dai tribunali e  le questioni di estimo dalla amministrazione giustiziale;  

ricordato che  la Costituzione Repubblicana ha confermato l’impianto della divisione dei poteri tra Giurisdizione e Amministrazione di cui alla legge del 1865;  

considerato che il Ministero dell’Economia e delle Finanze  ha investito ingenti risorse umane, finanziarie e tecniche nella gestione della  organizzazione  della Giustizia tributaria e che è opportuno non disperdere tali risorse in un periodo di crisi economica;

La CISAL FPC FVG AUSPICA E PROPONE

  1. a) che alle  commissioni tributarie provinciali e regionali sia riconosciuta natura amministrativa e siano affidati i procedimenti di tentativo obbligatorio di conciliazione tributaria[1] per le controversie, rispettivamente, di valore fino  ad € 30.000,00, e  di valore superiore ai 000 euro, confermando il relativo personale amministrativo al MEF;
  2. b) che vengano aboliti gli istituti del reclamo e della mediazione tributaria previsti dall’art. 17bis del d.lgs. 31.12.1992 n. 546 e successive modifiche;
  3. c) che venga  abolita la conciliazione giudiziaria davanti ai tribunali per rendere più spedito il processo tributario.
  4. d) che, finalmente e una volta per tutte, il Governo RENZI incominci ad abituarsi a convocare le parti sociali tenuti da troppo tempo in un angolo e discuta di questa assurda proposta di legge con persone competenti e tecnici, affinchè si possa trovare una giusta risoluzione del problema salvaguardando, soprattutto, il personale amministrativo attualmente in servizio sia in termini professionali che in quelli economici.

Udine, lì 24 Maggio 2016

                                                                                                              IL SEGRETARIO GENERALE

                                                                                                                   (Enrico ACANFORA)

 

[1] Dal Vangelo di Luca, 12
[57]E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?
[58]Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione.
[59]Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo.

 

Written by  @Cisal-Fpc

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