COORDINAMENTO NAZIONALE SALUTE – Riflessione amara sulle tragedie degli immigrati

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COORDINAMENTO NAZIONALE SALUTE – Riflessione amara sulle tragedie degli immigrati

????????????????????????????????????????????????????????????Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere un comunicato sull’ultima tragedia avvenuta nel Mediterraneo per non incorrere nell’onda dell’emozione che in questi casi è sempre nociva.

Una tragedia di immani proporzioni per i numeri ma è una delle tante che si è consumata in questi anni a largo delle nostre coste.

Tragedie che mi toccano profondamente anche perché ho sentito alcune storie di Colleghi e Colleghe del Ministero della Salute impegnati in prima persona che hanno prestato la loro professionalità nell’Operazione “Mare Nostrum”.

Che hanno visto e sentito direttamente storie di tragedie personali, di guerre, di violenze inaudite, di denutrizione, di “sacchi neri” con bambini e chi più ne ha più ne metta.

Una vera e propria guerra tra bande che si consuma nel nord Africa.

Tutti abbiamo visto l’Italia lasciata da sola ad affrontare una pressione migratoria senza precedenti accelerata dalla guerra alla Libia e dalla conseguente destabilizzazione di tutta quella regione che ancora oggi c’è.

Immigrazione che frutta alle mafie… internazionali il 10% del PIL della Libia.

Immigrazione che ha fruttato, e forse ancora frutta, milioni di euro a delle cooperative di copertura.

Siamo di fronte alla prima tragedia su vasta scala del III millennio.

Il problema deve essere affrontato integralmente non solo nel discorso “sbarchi” ma anche sul tema “quale futuro gli diamo qui”.

E’ vero, giusto, doveroso prestare servizio e salvare queste vite ma una volta salvate, messe al sicuro, nutrite per rifocillarsi, cosa gli possiamo offrire?

In questo momento tragico a livello economico e sociale per l’Italia dove non c’è futuro per i nostri giovani che scappano all’estero; una immigrazione massiccia di altre comunità entrate in Europa; suicidi di giovani e imprenditori; un lavoro che non c’è o è mal pagato per una magrissima esistenza; la precarietà per le famiglie italiane è divenuta una tragica “abitudine”. Tutto questo ed altro pone in maniera fondamentale la domanda di base: e dopo averli salvati?

Qui non trovo risposte. Perché? Perché semplicemente non abbiamo risposte per noi e come pensiamo di poterla dare ad altri?

Bisogna intervenire a livello Europeo e di ONU agendo direttamente in quei territori poiché è impensabile che l’Europa o l’Italia possano offrire un “futuro” che non c’è.

Stiamo dentro ancora ad una crisi profondissima checchè se ne dica (ognuno di noi sa fare bene i propri conti e vive qui) e non abbiamo mezzi e risorse per accogliere tutte le istanze che arrivano ed arriveranno.

C’è stata una pressione molto forte in pieno inverno cosa ci possiamo prefigurare con l’arrivo della “bella stagione”? Quale può essere l’aspettativa? Quante probabilità ci sono di nuove tragedie per la legge dei numeri?.

Leggiamo di Radar costruiti per monitorare e bloccare il fenomeno ma mai utilizzati; vediamo che mentre altre Nazioni siglare il Patto di Dublino mentre a parole si dicono “sconcertate”; vediamo che da una parte c’è chi guadagna diritti e risorse mentre altri li perdono in casa propria; la microcriminalità è aumentata.

In tutto questo gioco delle tre carte e di soldi in mezzo ci sono da una parte popoli stressati da una crisi che ci ha riportati ai livelli del dopoguerra e dall’altra persone che scappano da realtà devastanti dalle quali ognuno di noi tenterebbe di fuggire con ogni mezzo possibile.

L’Europa non può essere solo una moneta (che ha già prodotto seri danni come previse la Tatcher).

Una Europa non politica sta producendo errori su errori che producono “orrori” dalle posizioni con l’estero sino all’eclatante e colpevole assenza nel Mediterraneo nonostante l’Italia siano anni che grida un indispensabile supporto.

Oltre a dare o salvare una vita, bisogna capire di dare un “futuro” una “speranza” che qui in Italia al momento non possiamo dare poiché non riusciamo a darla neanche a noi stessi.

Questa è l’amara verità.

Ci sarebbero pagine da scrivere sull’argomento anche perché noi siamo stati un popolo di emigranti ma credo di aver raccolto “l’essenziale” i questo breve comunicato.

                                                                                                                                                      Il Coordinatore Nazionale per il Ministero della Salute Maurizio Guarino

 

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