Coordinamento Ministero dell’Interno – Difetto di comunicazione tra le diverse Agenzie deputate al controllo dell’ordine e della sicurezza pubblica

31 Ago 2015
Interno
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Lettera trasmessa al Ministro dell’Interno Angelino Alfano

Dalla conferenza stampa tenuta ieri dal Prefetto di Roma Franco Gabrielli, si è appreso che le responsabilità di quanto avvenuto il 20 agosto scorso, in occasione dei funerali di un boss dei Casamonica, sono da imputare ad un difetto di comunicazione tra le diverse Agenzie deputate al controllo dell’ordine e della sicurezza pubblica.

In pratica – ha affermato il Prefetto – le informazioni necessarie a prevenire l’indecorosa sfilata celebrativa del boss defunto, posta in essere dai rappresentanti del clan mafioso per le vie di Roma, erano disponibili, ma non sono state veicolate in modo adeguato per raggiungere i vertici depositari dei poteri decisionali.

Sicuramente la spiegazione evidenzia una situazione di grave confusione e inadeguatezza, e la nostra preoccupazione non riguarda tanto l’eventuale ripetersi di episodi come quelli in argomento (anche se odiosi ed inaccettabili), quanto il non auspicabile profilarsi di scenari ben più gravi ed inquietanti.

Tanto per essere più chiari, facciamo nostra una delle maggiori preoccupazioni emerse all’indomani dei fatti di Don Bosco, e ci chiediamo: ma se l’elicottero che ha inopinatamente lanciato petali di rosa (!) sul sagrato della chiesa di San Giovanni Bosco, senza essere autorizzato a sorvolare la zona, avesse lanciato bombe o altro, di che cosa staremmo a parlare oggi?

E’ evidente che nella gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza a Roma vi sono della falle inaccettabili per una Capitale europea, che si appresta – a partire dal prossimo mese di dicembre – ad ospitare un evento di richiamo mondiale come il Giubileo indetto dal Pontefice.

Il Prefetto ha parlato di nuovi modelli di controllo del territorio per aree e non per obiettivi che saranno realizzati attraverso l’azione di un nuovo gruppo di raccordo.

Soluzioni tecniche della cui efficacia non vogliamo dubitare – non è il nostro mestiere – ma ci chiediamo se fosse necessario che si verificasse quanto è accaduto il 20 agosto per rendersi conto che le cose non funzionano e che occorre mettere in atto dei profondi cambiamenti organizzativi – soprattutto in termini di coordinamento e di circolazione delle informazioni – per garantire alla Capitale d’Italia un livello di sicurezza accettabile.

Vogliamo concludere, Signor Ministro, con una semplice ed amara constatazione: di questa critica realtà, di questi gravissimi problemi, i cittadini romani sono da tempo consapevoli, perché costretti a misurarsi quotidianamente con violenza, microcriminalità, degrado, inefficienze.

Ma un problema ancora più grande è – a nostro avviso – il fatto che i vertici delle istituzioni sembrano disconoscere questa realtà, salvo accorgersene quando si verificano certi episodi eclatanti.

Questa volta si è trattato di una volgare carnevalata che ha umiliato Roma: ma un domani, potrebbe trattarsi di un qualcosa di molto più drammatico, se non si invertirà da subito la rotta di questo vascello alla deriva che è diventata la città di Roma e – con lei – l’Italia tutta.

Il Segretario Generale

Paola Saraceni

347.0662930

 

Written by  @Cisal-Fpc

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