COORDINAMENTO DONNE – Ri-pensare il lavoro, Ri-pensare il futuro

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COORDINAMENTO DONNE – Ri-pensare il lavoro, Ri-pensare il futuro

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERADall’incertezza ad un progetto futuro

Da qualche tempo ci s’interroga se il Sindacato, oltre alle attività peculiari che il ruolo impone, quali la garanzia dei diritti dei lavoratori, la contrattazione e quant’altro, debba attivarsi anche nel campo dell’aiuto alle persone in difficoltà lavorativa, impegnandosi anche con nuove modalità d’intervento.

Oggi la società moderna, che Zygmunt Bauman definisce “liquida”, ha generato grandi opere, ha informatizzato il lavoro, è la società che gestisce la tecnologia, ma che ha creato oltre gli Avatar, anche i nuovi poveri, gli esclusi dal mondo del lavoro siano essi giovani in cerca di prima occupazione, donne, disoccupati, cassaintegrati, ma anche le famiglie monoreddito, separati, perseguitati dalle tasse, artigiani e gestori di piccole, medie e grandi imprese. Esiste un confine sottile tra l’essere occupato oggi e disoccupato domani e allora lotta e ancora lotta per la giustizia e i diritti, per evitare la chiusura delle aziende, la mobilità e la disoccupazione. In questo periodo di crisi dove sembra che le persone abbiano perso l’orientamento e siano spaesati nella vita, ma anche nel mondo del lavoro, occorre adottare tecniche di ri-centramento, occorre ri-trovare quelle capacità, modi di fare e di essere che possano spendersi anche nel mondo del lavoro, ritrovare il capitale umano e professionale, occorre RI-ORIENTARSI,  cercare in noi le risorse e la centratura per avere un’opportunità in più per inserirsi nel lavoro, mondo ormai parcellizzato sia dal un punto di vista contrattuale che produttivo, dove il lavoro è spezzettato e la produzione è multi-localizzata.

Orientamento vuole dire possibilità di aprire nuove porte, orientarsi diviene allora un ri-pensare il futuro.

Se per diletto sfogliamo un… vocabolario e analizziamo il significato di ripensare, troviamo che può intendersi come cambiare parere, ma anche pensare di nuovo a qualcosa sulla quale il pensiero si era già soffermato, una terza accezione del termine è quella che vuole il ripensare sinonimo di riflettere e riconsiderare; l’orientamento è in realtà un riflettere e riconsiderare se stessi , ripensare le proprie conoscenze, capacità e limiti, è un riconsiderare l’ambiente circostante naturale, sociale ed economico e le opportunità che esso offre .

L’orientamento allarga oggi i suoi confini e dall’orientarsi per la scelta degli studi e la scelta professionale passa all’individuazione, nella persone, dei desideri e delle competenze da utilizzare nei momenti di crisi quali la perdita del lavoro, la ricerca della prima occupazione, l’evoluzione della carriera, tutto ciò non solo finalizzato alla compilazione del curriculum, ma allo scopo di saper dire a se stessi e agli altri chi sono, cosa voglio, cosa so fare, cosa mi serve per saper fare e successivamente dove posso spendere le mie competenze e acquisirne altre nella società del Long Life Learning .

L’orientamento, a parere della scrivente, deve fornire alla persona “ la cassetta degli attrezzi” contenente i ferri del mestiere e la bussola per potenziare: – La responsabilità individuale; L’autonomia ;L’autoconsapevolezza – affinché, il soggetto educato alla progettazione, possa tendere fili di congiunzione tra esperienze personali e professionali, per infondere ad esse nuova vita e trasformarle da capitale umano in capitale lavoro.

Non a caso, in questo periodo l’ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione dei Lavoratori) con i Centri per l’Impiego romani, sta sperimentando modelli di orientamento per programmare quest’attività nel resto d’Italia.

Il Sindacato, a mio parere, può attivarsi in quest’ ambito, può far nascere un Orientamento che oltre ai fattori umani, indaghi e verifichi come si opera in questo campo, il sindacato può anche mettersi in rete e sperimentare un modello di orientamento che sia comunque “Partigiano” da intendersi con il termine dalla parte di quelli che il lavoro lo stanno cercando e sempre, comunque, dalla parte dei lavoratori.

 Coordinamento donne CISAL

Stefania D’Alessandro

 

 

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