COORDINAMENTO DONNE CISAL – La Famiglia

5 Nov 2015
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Parlando di famiglia mi viene in mente un vecchio film di Ettore Scola che narra le vicende di una famiglia dal 1906 al 1986, una famiglia che vive sempre nella stessa città, stesso quartiere e stesso appartamento, una famiglia come non se ne trovano più.

La famiglia è un nucleo di storia, è la storia stessa, antropologi, sociologi, storici, psicologi, tutti analizzano questa istituzione e se David Cooper parla di morte della famiglia, la Shutzberger ci racconta, Nella Sindrome degli Antenati, come la famiglia originaria con il suo modo di essere, di fare e i suoi trascorsi riesca ad incidere anche sulla generazioni future sia dal punto di vista psicologico che da quello emotivo.

Da sempre ci si chiede se è nata prima la società o la famiglia, i pareri sono discordi, per l’antropologo Claude Levi-Srauss la famiglia non è l’elemento costituente naturale della società, l’unico elemento che avrebbero in comune tutte la società è l’esogamia cioè cercare all’esterno del proprio nucleo nuovi legami; altri antropologi sostengono che proprio dalla società e dal bisogno di legarsi ad altre realtà umane che nasce il vincolo del matrimonio che certo, in origine, non è d’amore ma è solo una scelta sociale, politica ed economica e spesso anche un’ imposizione. Solo in tempi recenti, con la libera scelta, è subentrato nel matrimonio il vincolo d’ amore e si è modificato anche l’affetto che per i figli, si è divenuti più protettivi. Molti studiosi credono che oggi, con tutte le difficoltà, anche se nucleare ed in crisi la famiglia possa avere l’opportunità di essere un nucleo fondato sull’ amore perchè oggi, in occidente, il matrimonio è una scelta libera e solo la libertà può garantire amore.

Da pochi giorni si è concluso il Sinodo sulla famiglia dove tra i vari temi si è parlato di evoluzione dei ruoli all’interno del nucleo familiare e di rispetto per la donna, si è parlato però anche dei giovani, della mancanza di lavoro che non permette loro di costruire una famiglia, si è anche affrontato il problema del lavoro precario, degli orari di lavoro troppo lunghi o di percorsi troppo lunghi che per recarsi sul posto di lavoro perchè questo toglie tempo alla famiglia.

Oggi, fino a tarda età, è la famiglia che sostiene il giovane che sempre più spesso ha difficoltà nel trovare un posto lavoro, spesso sono i nonni che provvedono a lui, è la famiglia che sopperisce alla mancanza di posti negli asili nido, si prende cura degli anziani e dei malati, ma è anche la famiglia che oggi ha sempre più bisogno d’aiuto. Il calo demografico dovuto a fattori economici e alla speranza di un avvenire migliore per i figli, speranza oggi disattesa, causa problemi per la mancanza di ricambio generazionale e lo Stato, per sopperire a questo, dopo tante belle parole: “tempi di lavoro e tempi di cura, sostegno alle nascite” si è poi presento alle famiglie con un assegno di pochi euro da elargire in occasione della nascita di un bambino, assegno che non basta a sostenere nemmeno il costo dei pannolini, niente asili nido, niente sostegno reale, niente lavoro per i giovani, nessuna politica per la famiglia, inutile ricordare i paesi virtuosi con gli asili di condominio, salario per le mamme che vogliono assentarsi dal lavoro, mense gratuite, assegni di disoccupazione che permettono realmente di vivere, recupero dei giovani, impegno del tempo per i bambini, doposcuola; merito però dobbiamo dare alle Parrocchie che da sempre, con l’attività degli oratori, hanno sopperito e sopperiscono ancora ad alcune mancanze dello Stato.

Quanti di noi hanno giocato negli oratori, studiato nei doposcuola religiosi, effettuato visite culturali o ricreative guidati dal Parroco di zona, quanti giovani si sono affacciati al mondo dello sport partendo dalle parrocchie e quanti intellettuali, di destra e di sinistra, provengono dai banchi delle scuole cattoliche. E allora? Bisogna fare di più, molto di più, finanziamenti alla scuola, asili nido, politica del lavoro, sostegno economico e psicologico alle famiglie in crisi, sostegno all’evoluzione dei ruoli e delle competenze all’interno della famiglia, lo ha detto anche il Sinodo, ma soprattutto occorre creare lavoro, lavoro e ancora lavoro, affinchè vi sia la possibilità per i giovani di intraprendere una vita autonoma e di creare nuovi nuclei famigliari. Che il clan o la famiglia derivino da bisogni naturali o nascano nell’ambito sociale è poco importante, la famiglia c’è stata e fortunatamente per tutti c’è ancora ed è necessario sostenerla e mantenerla in vita.

Aiutiamola! Non lasciamola morire.

Coordinamento donne CISAL

                                          Stefania D’ Alessandro

Written by  @Cisal-Fpc

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