Coordinamento Avvocatura – La Consulta boccia il blocco della rivalutazione delle pensioni: ritorna il teatrino della politica

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Coordinamento Avvocatura – La Consulta boccia il blocco della rivalutazione delle pensioni: ritorna il teatrino della politica

arton14506La recente sentenza della Consulta, che boccia il blocco per due anni (2012 e 2013) della rivalutazione – legata all’aumento dell’inflazione – delle pensioni più ricche ( superiori di tre volte il minimo Inps), introdotta nel 2011 dal governo Monti con il decreto Salva-Italia, ha scatenato il teatrino della politica sulla ricerca delle responsabilità.

Ci siamo abituati, è vero! La cosa nuova, però, è che i protagonisti sono la Consulta, principale organo di garanzia costituzionale, il Ministero dell’Economia e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La Consulta viene messa sul banco degli imputati, perché la sentenza avrebbe creato un grosso buco nel bilancio dello Stato, i cui effetti potrebbero essere molto gravi. La stessa si difende dicendo che la decisione si ispira a motivi giuridici e non a ragioni di opportunità politico-economiche. Tra l’altro le relazioni tecniche, contenenti i dati economici, non sarebbero state consegnate dal Ministero dell’Economia alla Consulta prima del giudizio.

In questo teatrino viene anche tirata in ballo l’Avvocatura dello Stato, che… non avrebbe difeso bene le ragioni del blocco delle rivalutazioni delle pensioni. Addirittura qualcuno è arrivato a gettare fango sulla professionalità dell’Avvocato dello Stato incaricato della difesa della legge davanti alla Corte Costituzionale, mettendo in dubbio la sua lealtà per via di alcuni tweet sulla Fornero e sul premier Renzi, come se i tweet, espressione di libere opinioni, fossero quasi considerazioni tecno-giuridiche.

L’impressione che si ha è quella di una gran confusione, determinata dalla ricerca a tutti i costi di un colpevole a cui addossare la responsabilità dell’accaduto. Peccato che il cerino sia in mano alla Consulta che ha fatto semplicemente il suo dovere istituzionale.

Allora come tirarsi fuori dall’impiccio? Sarebbe troppo chiedere alla classe politica di assumersi le proprie responsabilità su quanto ha legiferato, magari facendo tesoro dell’accaduto per evitare di confezionare leggi con profili di incostituzionalità, almeno quando le parti sociali interessate glieli contestino? Se si vuole che i cittadini rispettino le leggi e la Costituzione, allora qualcuno dovrà dare loro il buon esempio, in primis coloro che li rappresentano e li governano.

Molti si aspettano adesso che la sentenza sia applicata e che i soldi sottratti ingiustamente vengano restituiti ai pensionati danneggiati. La decisione del Governo sembra, però, non essere quella attesa, in quanto si parla di un bonus una tantum, tra l’altro di entità inferiore al dovuto, anche perché la restituzione di quelle somme metterebbe in forse la stabilità economica del Paese. Un modo di agire che apre a critiche e contestazioni, specie tra i diretti interessati, ingenerando dubbi sulla corretta applicazione della decisione della Corte Costituzionale.

Il Coordinatore Nazionale Avvocatura

Pier Vincenzo Rosiello

 

 

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