Accorpamento dell’esecuzione penale esterna all’interno del Dipartimento della Giustizia Minorile.

13 Lug 2015
Ministero Giustizia
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Lettera trasmessa al Ministro della Giustizia Andrea Orlando e al Sottosegretario di Stato Cosimo Maria Ferri

Onorevole Ministro,

abbiamo seguito e stiamo seguendo con estremo interesse il progetto di profonda trasformazione in atto presso il Ministero della Giustizia, in particolare per quanto riguarda il previsto accorpamento dell’esecuzione penale esterna all’interno del Dipartimento della Giustizia Minorile.

Abbiamo più volte rappresentato la necessità – a nostro parere – di dare un forte e concreto impulso alla esecuzione penale extra moenia ed alle misure alternative alla detenzione, convinti come siamo che il carcere debba rimanere come extrema ratio per gli autori dei reati più gravi e per le persone socialmente più pericolose.

In questo senso, ci sono stati di conforto i dati provenienti da quei Paesi europei (quelli anglosassoni in primis), ove le condanne eseguite all’esterno superano spesso quelle espiate negli istituti penitenziari.

Ci auguriamo quindi che il progetto di inglobare l’intera area dell’esecuzione penale esterna all’interno del Dipartimento della Giustizia Minorile derivi proprio dall’esigenza di dare maggior rilievo a questa modalità esecutiva, atteso come la sua funzione riparativa e risocializzante la avvicini maggiormente alla realtà minorile che non a quella del’esecuzione penale per adulti.

Nondimeno però, ci permettiamo di esternare qualche perplessità in merito ai rischi che da questa nuova collocazione potrebbero derivare all’intero impianto della giustizia minorile.

Crediamo infatti che la storia e la tradizione dell’intero settore della giustizia minorile debbano essere salvaguardate, a tutela della sua peculiarità e della sua unicità.

Il direttore di questo nuovo ufficio accorpato dovrebbe provenire dal minorile proprio per la maggiore esperienza e professionalità nel settore educativo/progettuale/di collegamento con la comunità e con il territorio.

Non vorremmo invece che dall’incontro tra questi due mondi, paralleli, ma comunque profondamente differenti tra loro, la realtà della giustizia minorile uscisse in qualche modo ridimensionata e sacrificata sull’altare delle esigenze – numericamente prevalenti – dell’esecuzione penale esterna per adulti.

Chiediamo quindi che, al fine di non sminuire lo straordinario patrimonio di esperienza e professionalità del personale che opera con i minori, questa fusione non determini la prevalenza della realtà degli adulti su quella dei minori, perché solo investendo massicciamente su quest’ultima si può sperare di ridurre il fenomeno criminale.

Se infatti l’esecuzione penale esterna rappresenta un passo in avanti rispetto a quella intramuraria (che rimane, purtroppo, comunque indispensabile), non va dimenticato che la prevenzione autentica e più efficace è quella che viene attuata nei confronti dei minori, con gli strumenti specifici e peculiari che ne costituiscono il patrimonio scientifico in un campo nel quale il nostro Paese è sempre stato all’avanguardia.

Il Segretario Generale

Paola Saraceni

347.0662930

Written by  @Cisal-Fpc

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